Origini Texane per la voce più calda d'America.
Kelly Clarkson è passata nel giro di pochissimo da anonimo talento a cantante che si esibisce davanti a milioni di telespettatori! Tutto questo grazie alla partecipazione (e vittoria!) ad uno degli Show più seguiti oltre-Oceano: American Idol, versione stelle e strisce di "Saranno Famosi".
Siamo nel 2002 e ancora fresca di vittoria, Kelly pubblica "A Moment Like This", disco di platino in brevissimo tempo. Nel 2003 arriva l'album d'esordio "Thankful" e con esso una valanga di proposte televisive e ospitate.
"Breakaway", il secondo album, sforna una hit dietro l'altra...il singolo "Since You Been Gone" trionfa ai Video Music Awards 2005 aggiudicandosi BEST FEMALE VIDEO e BEST POP VIDEO.
Ora Kelly a torna sotto le luci dei riflettori con il nuovo singolo "My Life Would Suck Without You", primo estratto dall'album "All I Ever Wanted", in uscita in Italia il prossimo 6 marzo.
In USA il brano è entrato direttamente alla # 1 su iTunes e occupa la stessa posizione anche nella Top 40 dei singoli più richiesti nelle radio statunitensi, nella chart "Most Added" a Hoc Ac e nella classifica "Countdown" della radio Z100.
Inoltre, ad una sola settimana dall'uscita oltreoceano è balzato alla #1 della Billboard Hot 100 con un balzo dalla 97 alla vetta della chart segnando un nuovo record come il miglior incremento in classifica nell'arco di una settimana.
"My Life Would Suck Without You" è anche alla #1 della Digital Chart con 279-605 copie vendute nella prima settimana, risultando il 3° miglior debutto per un'artista femminile.
Nella sua carriera Kelly Clarkson ha venduto 16 milioni di album nel mondo, e ha vinto 2 Grammy Awards, 2 American Music Awards, 2 MTV Awards e 11 Billboard Awards.
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Vorrei poter un giorno guardare con orgoglio a questo album e pensare: 'Ragazzi, è stato straordinario!'"
Con il suo quarto lavoro, All I Ever Wanted, Kelly Clarkson dà voce al forte desiderio di spaziare e spingere la propria musica verso nuovi, inattesi orizzonti. Nonostante abbia venduto oltre venti milioni di dischi nel mondo, con otto singoli nella Top Ten, diversi riconoscimenti (Grammy, MTV Video Music Award, American Music Award) e la nomination per il CMA Award, sostiene di essere di gran lunga più interessata a sfidare se stessa che a ripetersi.
L’entusiasmo della Clarkson è lampante, persino contagioso mentre parla con trasporto di ciascuno dei nuovi brani. "In molti troviamo un’appassionante atmosfera rock anni ’70", spiega, "poi ci sono i pezzi più dance, come 'If I Can't Have You', un mix di The Killers e Eurythmics". Kelly ci mostra anche il suo profilo più tenero con "If No One Will Listen" ed il brano da lei scritto "Cry", definito dall’artista "un brano country con una produzione pop, incredibilmente triste eppure molto efficace."
Kelly Clarkson indica il primo singolo dell’album "My Life Would Suck Without You" (prodotto dai maghi del pop Dr. Luke e Max Martin, e con loro scritto da Claude Kelly) come un esempio del suo bisogno di trasporre la propria su un piano personale e di identificarsi nelle le proprie canzoni. "I miei collaboratori sanno comporre brani allo stesso tempo avvincenti ed eleganti. Ma alla fine il pezzo è stato completamente stravolto. Nel corso dei lavori abbiamo cambiato il punto di vista ed altri elementi distintivi, perché dovevamo renderlo più adatto a Kelly Clarkson. A Luke e Max questo tipo di approccio piace molto; per loro è una sfida stimolante riuscire a creare una canzone che sia giusta per me."
Nell’album è inclusa la provocatoria "I Do Not Hook Up", per gentile concessione di Katy Perry. "Ero già una sua fan ancor prima che uscisse 'I Kissed a Girl,'" confessa la Clarkson. "Quando ho sentito quel pezzo ho pensato che fosse proprio il tipo di brano che io stessa avrei potuto scrivere."
Ride mentre descrive "I Want You" ed il suo tema singolare. "Innanzitutto non si tratta di un brano di critica nei confronti dell’universo maschile, questa è la prima grande differenza che mi riguarda" spiega. "E poi l’ho scritta proprio, il che la rende ancora più bizzarra!"
La varietà di repertorio riconoscibile in All I Ever Wanted non deve comunque stupirci, se consideriamo l’avventuroso percorso dell’artista, nativa del Texas. Kelly Clarkson viene catapultata sotto i riflettori nel 2002, come vincitrice della primissima edizione di American Idol. "Lo show allora era molto diverso dall’edizione attuale," racconta. "Adesso ci sono moltissime pressioni, perpetui paragoni, noi invece eravamo solo un pugno di ragazzini che volevano fare musica. Era in fondo come esibirsi in un bar davanti ad una decina di persone, come facevo di solito."). Kelly si assicura lo status di superstar nel 2005 con Breakaway, l’album che ha venduto oltre dieci milioni di copie, ha lanciato cinque hit da Top Ten ed è rimasto on classifica per due anni.
Ma l’album del 2007, My December (multiplatino), arriva accompagnato da pettegolezzi e speculazioni. La stessa Clarkson non sa ancora a cosa fosse riferito tutto quel trambusto. "Sono sincera quando dico che è stata un’esperienza molto positiva," spiega. "Innanzitutto ho imparato come le persone possano distorcere le cose—Non ho mai incontrato nessun artista che fosse d’accordo con la propria casa discografica, eppure ne hanno fatto un tale scompiglio. L’etichetta ha capito che volevo andare oltre i limiti. Mi hanno lasciato fare il disco che volevo e adesso posso farne un altro."
Quando è arrivato il momento di scegliere i brani per All I Ever Wanted, Kelly sapeva bene cosa stava cercando. "Sono al novantanove per cento del tempo una ragazza dedita ai testi," confessa. "Mi piace la formula più melodica perché sono cresciuta con la passione per la musica pop, ma la maggior parte del tempo la dedico a concentrarmi sui testi e sul messaggio della canzone.
"Potrei cimentarmi all’infinito in tutti questi generi," continua, "ma credo di sentirmi solo adesso a mio agio con le persone con cui lavoro, e loro si trovano meglio con me, perché hanno imparato a conoscermi e ora sanno quali sono le cose che amo."
Lavorare con Sam Watters e Louis Biancaniello in "Whyyouwannabringmedown," che descrive come brano imperniato di "quel genere di sound da invasione del punk britannico," ha rappresentato una svolta per l’album. "Ho cantato e ricantato quella canzone non so quante volte, semplicemente perché mi divertiva un mondo," racconta. "Era nuova, fresca e non assomigliava e nessuna delle cose che sentivo in radio. Successivamente sono andata dal mio manager e gli ho detto che volevo fare un album che fosse divertente ed esuberante e che volevo seguire tutte le canzoni."
Kelly ha scritto circa metà dell’album, ma è difficile etichettare il suo lavoro ed associarlo ad un singolo stile. "La mia impronta è in tutti i testi," spiega. "E’ vero, amo scrivere canzoni tristi e malinconiche, mi appassiona molto. Ma descrivo principalmente ciò che sento e vedo nelle mie esperienze di vita. E poi ho 26 anni, quindi sono ogni giorno diversa!"
Ora è particolarmente eccitata all’idea di tornare on the road ed esibirsi sul palco brani come All I Ever Wanted. "Anche quando sono impegnata nelle registrazioni non smetto mai di pensare a come interpreterò una canzone dal vivo, a come potrò di migliorarla. Faccio dischi per portarli in tour, è la parte del mio lavoro che preferisco."
Attraverso alti e bassi, momenti trionfali e controversie, Kelly Clarkson ha conservato se non addirittura rafforzato il proprio amore per tutti i generi musicali. Con All I Ever Wanted è in grado di mostrarci quando sconfinato possa essere quell’amore. "Questa volta ho voluto mostrare i due estremi di ciò che posso fare. È questo che tiene vivo il mio interesse e fortifica l’interesse del pubblico.
"Non vorrei mai dedicarmi ad un solo sound," dichiara Kelly Clarkson. "La cosa che odio di più è sentire i brani di un album suonare tutti allo stesso modo. Quando si hanno tante possibilità di scelta, perché non portare in superficie tutte le diverse sfaccettature e i colori della propria personalità?"
